Avvento22Il Tempo di Avvento ci introduce in un percorso di quattro settimane che ci accompagna verso il mistero del Natale.

La teologia dell'Avvento ruota attorno a due prospettive principali. Da una parte con il termine "adventus" (= venuta, arrivo) si è inteso indicare l'anniversario della prima venuta del Signore; d'altra parte designa la seconda venuta alla fine dei tempi. Il Tempo di Avvento ha quindi una doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui, attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all'attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi. (da www.musicaliturgicalab.it)

Il passo si fa cadenzato, in quattro domeniche, ci apprestiamo a cogliere lo stupore del Bimbo di Betlemme, di Gesù Bambino che cambia la storia.

Il Coro ed i suoi Musicisti vogliono sottolineare la bellezza e lo stupore, aggiungendo al tradizionale accompagnamento organistico e chitarristico, anche quello degli archi: il violino, il violoncello ed il contrabbasso ci guideranno in nuove sonorità e ci accompagneranno nella preghiera.

Oltre ad alcuni canti della tradizione e quelli utilizzati negli anni passati, continuiamo il nostro percorso - intrapreso ormai da tempo con l'Ufficio Liturgico Diocesano - proponendo canti tratti da altri repertori, con uno sguardo attento al nuovo che funziona.

Il canto di ingresso VIENI SIGNORE GESÙ è una grande litania ripetuta da tutta l'assemblea, ed intercalata da antifone ed espressioni bibliche ed evangeliche che richiamano i titoli attribuiti al Messia di natura cristologica (da Isaia, dai Salmi, dai Vangeli, dalle Lettere).
Si tratta di un testo scritto da Suor Anna Maria Galliano bello e ricco che si fa preghiera biblica, dove comunitariamente si invoca la venuta di Gesù attraverso un ostinato e dove un solista, sempre a nome di tutti, invoca coi vari titoli Colui-che-viene, sulla musica di Don Antonio Parisi. Si permette così una meditazione profonda nella fede sul senso della venuta del Messia-Salvatore, l’atteso dalle genti, da far risuonare nel silenzio del cuore.

Qui il video per impararlo:

Il Canto di Comunione, TI ASPETTO, ci ha già accompagnato nell'Avvento dello scorso anno:

Ti aspetto
là dove vacilla la fede
sull’orlo dell’ultima speranza,
e so che verrai,
dal profondo mistero
che interroga il mondo
verrai sorriso di Dio
.

Possiamo ripassarlo qui: TI ASPETTO

Infine, per la fine della celebrazione proponiamo INNALZIAMO LO SGUARDO di Francesco Buttazzo: un canto fresco nella melodia e con un testo che ci invita alla luce ed alla salvezza del Dio che nascerà in mezzo a noi!

Qui il video per impararlo:

Perseguendo infine gli obiettivi suggeriti dalla Liturgia, cioè quelli cantare la Messa, proponiamo il Kyrie (nota bene: in Avvento non si canta l'inno di Gloria), oltre al canto delle altre "risposte" come l'anamnesi (Annunciamo la tua morte...), la dossologia (Amen, amen!) e la litania dell'Agnello di Dio.

I testi dei canti sono sul FOGLIETTO DIGITALE.

Buon canto e buon Avvento a tutti noi!!

 

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CoronaAvvento2023Vegliate! è il richiamo del Vangelo di questa prima domenica di Avvento 2023, tempo di riflessione e di preparazione alla venuta del Messia.
È un tempo particolarmente caro alla pietà popolare che nel corso dei secoli ha mantenuto viva questa memoria e lo ha reso evidente non solo nella Liturgia che ne celebra il significato originario, ma anche nell’allestimento del presepe, della corona d’Avvento, degli alberi di Natale sempre più riccamente adornati.
È questo un tempo propizio in cui i valori ed il vocabolario della tradizione cristiana resistono ancora alla corrosione linguistica ed a quella delle proposte commerciali e diventano l’occasione per richiamare anche i cuori più tiepidi a fruire del calore che promana dal mistero del Natale.

“La pietà popolare, per la sua comprensione intuitiva del mistero cristiano, può contribuire efficacemente alla salvaguardia di alcuni valori dell’Avvento (…); l’attesa della nascita del Salvatore la rende sensibile al valore della vita e al dovere di rispettarla e di proteggerla fin dal suo concepimento; essa intuisce pure che non si può che non si può celebrare il Natale del Signore se non in un clima di sobrietà e di gioiosa semplicità e con un atteggiamento di solidarietà verso i poveri e gli emarginati” (Direttorio su pietà popolare e Liturgia, n. 105).

Ecco quindi che nelle nostre case e nelle chiese trovano nuovamente posto presepi, alberi e corone d’Avvento: abbiamo bisogno di ritrovare qualcosa di straordinario che dia senso alla nostra quotidianità, che la attraversi e la trasformi in qualcosa di bello e desiderabile!

“La corona di Avvento, con il progressivo accendersi delle sue quattro luci, domenica dopo domenica, fino alla solennità del Natale, è memoria delle varie tappe della storia della salvezza” (Direttorio..., n. 98).

Tra le avversità della vita abbiamo bisogno di speranza, pace, gioia ed amore!
Non attendiamo solo una nascita ma - forse non del tutto consapevoli - anche il ritorno di Gesù! La disposizione circolare delle candele rispecchia perciò questa duplice speranza. La fiamma, infatti, ci richiama l’attesa della luce che mai si spegne e che squarcia il buio della notte dell’umanità nella quale irrompe.
Il muschio ed i rami di abete richiamano la natura, da sempre partecipe dei riti più importanti legati al ciclo della vita e presenti fin dall’antichità nei culti e nelle mitologie pagane, evocano infine l’eternità della vita, rimandando sia all’albero di vita presente nel giardino dell’Eden (Gn 2,9) sia a quello della croce.

Nella gestualità rituale e ripetitiva di questa tradizione natalizia, possiamo perciò trovare un terreno fecondo di opportunità: quella di lasciarci affascinare dallo stesso stupore che colse pastori e Re Magi alla presenza del Messia; quella di ribadire la sacralità della vita come dono da accogliere, proteggere e difendere; quella di riscoprire i valori della cura e della solidarietà; quella di valorizzare un tempo in cui fare spazio per ciò che davvero è essenziale per tutti noi: nutrire, attraverso la Parola, la fiducia e la speranza in una nuova umanità!

Maria, nostra patrona e madre della speranza sia nostro sostegno e guida nella vigile attesa di Colui che attendiamo e che ritornerà alla fine dei tempi.

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