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«una Chiesa tra le case»

Cosa significa per noi cristiani il Triduo Pasquale?

Tracce di simboli nel centro della nostra fede

triduo e1522162525774Come la Quaresima, Tempo forte che nel cammino della fede ci prepara alla Pasqua, così il Triduo Pasquale è il centro ed il fulcro della nostra fede. La Quaresima, ci ha ricordato don Enzo nell’omelia del Mercoledì delle Ceneri, citando mons. Tonino Bello, dura dalla cenere sul capo del mercoledì inizio della Quaresima, all’acqua sui piedi del Giovedì Santo: investe cioè tutto il corpo, tutta la persona, per rivestirla del­la misericordia di Cristo.
Così il Triduo Pasquale avvolge con la Parola di Dio, con i potenti simboli della litur­gia tutto il corpo e tutta la persona. Potremmo dire che esso è un condensato della nostra fede: Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato recitiamo nel Credo: in tre giorni (da cui la parola Triduo) troviamo il memoriale (= memoria viva) di Gesù, che si esplica nelle celebrazioni della Coena Domini del Giovedì Santo, della Passione il Venerdì Santo e nella solenne Veglia Pasquale il Sabato Santo.
Il Giovedì è il giorno della costituzione dell’Eucaristia (prese il pane, lo spezzò, lo diede loro e disse: “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo of­ferto in sacrificio per voi”), quando Gesù, radunati i suoi discepoli, prende un oggetto di uso comune - come il pane – e lo offre in sacrificio come suo cor­po. E poi il comando a farne memoriale: “Fate questo in memoria di me”. Da quel semplice pane offerto al Padre da Cristo, nasce l’Eucaristia!
Ma il Giovedì incontriamo anche un altro simbo­lo potente: l’acqua con cui il Signore – chinatosi – lava i piedi ai suoi discepoli, lasciandoci l’inse­gnamento citato in Gv 13, 14: “Se vi ho lavato i piedi, io Signore e Maestro, quanto più voi avete il dovere di lavarvi i piedi l’un l’altro”. Il Signore Gesù, come canteremo, ci insegna che servire è regnare!
Il Venerdì è il giorno del silenzio, della morte in croce del Salvatore del mon­do. Una celebrazione austera, dominata dal racconto della Passione secondo il Vangelo di Giovanni. La grande preghiera universale per la Chiesa, per i cristia­ni, per il mondo, per chi non crede in Dio, per gli oppressi e gli ammalati. Poi un crocifisso da adorare con un bacio, perché “nostra gloria è la croce di Cri­sto, il Signore è la nostra salvezza, la vita, la risurrezione”.
Dal Venerdì di Passione al Sabato Santo, tutto tace, tutto è buio. La Chiesa non celebra nemmeno la Messa. È il tempo del sepolcro, del silenzio, dell’uomo che fa spazio al mistero.
Ma già una luce si intravede nella sera del Sabato Santo: è il fuoco nuovo che si accende all’inizio della solenne Veglia Pasquale, che benedetto dal sacerdote è auspicio per accendere “in noi il desiderio del cielo” (dai riti di benedizione del Fuoco) perché “la luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito” (dai riti di preparazione del Cero pasquale). Ecco allo­ra che riesplode il canto di gioia “Esulti il coro degli angeli..”, e poi ancora le letture bibliche ed i salmi cantati ci raccontano e narrano le prodezze del Si­gnore, dall’Antico al Nuovo Testamento. È in questa notte che tutta l’austerità della Quaresima viene spazzata via dalla gloria della risurrezione. Alleluia, Cele­brate il Signore, perché è buono, perché eterna è la sua misericordia! (Sal 117). La luce della risurrezione, nella celebrazione dei riti battesimali, invita a rinunciare al male e a credere in Dio, e si irradia nella moltitudine dei Santi che invocheremo - cantando - di pregare per noi; l’acqua nuova benedetta con cui saremo aspersi in memoria del nostro battesimo sarà per noi segno di salvez­za.
Ecco allora come il Triduo Pasquale, con­densato della nostra fede, è un tempo favo­revole per essere Chiesa, Comunità che ce­lebra la misericordia e la gloria del Signore. È un tempo solenne e grande in cui ognuno di noi può mettersi in gioco con il Signore, sentirlo vicino, godere dei suoi insegnamen­ti e della sua misericordia, cantare ed espri­mere la gioia del cuore perché Lui, con la sua risurrezione ha vinto la morte per sem­pre!
Cristo è risorto veramente, alleluia! Gesù è vivente, è qui con noi! Cristo Gesù è il Signore della vita!

Leonardo Vindimian

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